La Chiesa
LA NUOVA CHIESA DI SAN MASSIMILIANO KOLBE Con il Decreto Arcivescovile sottoscritto da Monsignor Antonio Iannucci, in data 10 ottobre 1982, è stata costituita giuridicamente, secondo i canoni della Chiesa, la Parrocchia di San Massimiliano Kolbe. Il nuovo ente religioso è nato con il trasferimento ed il mutamento del titolo del beneficio parrocchiale di “San Comizio Martire” in quello di “San Massimiliano Kolbe”. Con il decreto sono stati stabiliti altresì i confini della nuova parrocchia, ubicata nelle aree di Via dei Celestini,Via Guido Rossa, di Via Nazareno Fonticoli, tra i nuclei abitativi delle Contrade Campetto (con il rudere della Madonna della Pietà), San Salvatore, Serpacchio e Ponte Sant’Antonio L’Arcivescovo Antonio Iannucci nominò anche il parroco: Don Venanzio Marrone. È una parrocchia giovane rispetto alle altre in attività a Penne, sorta su un’area comunale in forte espansione edilizia e commerciale, e nella quale, a partire dagli anni ‘70, fu costruita la fabbrica sartoriale Roman Style Brioni, icona dell’alta moda maschile nel mondo. Molte maestranze dell’azienda sartoriale romana-pennese, difatti, risiedono nel quartiere; il nucleo urbano oggi è considerato fulcro sociale ed economico della Città di Penne per la presenza di importanti infrastrutture sportive, centri commerciali e agglomerati artigianali ma anche istituzioni dello Stato come il Comando Compagnia dei Carabinieri e la sezione distaccata della Polizia Stradale. «La zona non può essere lasciata a se stessa, ma ha bisogno di un centro parrocchiale che unifichi e promuova spiritualmente i numerosi abitanti che vi dimorano e vi lavorano osserva nel decreto istitutivo della Parrocchia l’Arcivescovo Iannucci –. E’ da considerarsi ancora che sulla vita di San Comizio nulla di sicura la storia ci ha tramandato, e pertanto la Santa Sede, nell’approvare il nuovo calendario e il nuovo Messale dell’Archidiocesi, ristrutturati secondo le esigenze della riforma liturgica, ha fatto omettere il nome di San Comizio, che rimane solo nella veneranda tradizione». L’Arcivescovo Antonio Iannucci, affascinato dalla figura di San Massimiliano Kolbe decise di intitolare la nuova Parrocchia al frate polacco ucciso nel campo di sterminio di Auschwitz. Il decreto Arcivescovile venne firmato lo stesso giorno il 10 ottobre 1982 in cui a Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II, iscrisse San Massimiliano Kolbe nel numero dei Santi. «Ci è sembrato ovvio, dovendosi erigere la nuova Parrocchia in Penne scrive l’Arcivescovo Iannucci –, dedicarla al nuovo Santo, che diventa per il mondo moderno, vessato da tante tensioni e violenze, un testimone da ammirare e, in quanto possibile, da imitare, perché ha sacrificato la realtà più grande che l’uomo possiede, la propria vita, e ha accettato la realtà che egli più teme, la morte, e pertanto ha dimostrato di amare tanto l’uomo da dare la propria vita per un suo fratello nel campo di sterminio di Auschwitz». Parole che, a distanza di circa 30 anni, sono evidentemente ancora attuali ed ecco perché la Parrocchia di San Massimiliano Kolbe rappresenta una immagine nuova della comunità religiosa pennese. Nel corso degli anni, il sacerdote Don Venanzio Marrone oltre a promuovere il ministero pastorale ha avviato il progetto per la costruzione della nuova chiesa. Lo slogan è rimasto tuttora impresso ed indelebile nell’immaginario dei fedeli: “Una Nuova Chiesa per continuare a Sperare”. Dopo circa tre anni di lavori, iniziati ad ottobre del 2006, il 21 marzo 2010, l’edificio di culto disegnato dall’architetto Bruno Di Donato è stato inaugurato in Via Nazareno Fonticoli. La Parrocchia oggi conta oltre duemila fedeli. La cerimonia di consacrazione della nuova Chiesa di San Massimiliano Kolbe si è svolta il 21 marzo 2010. Nel giorno in cui la primavera accarezzava lentamente le colline vestine, la comunità pastorale alla presenza di oltre due mila fedeli abbracciava il nuovo edificio religioso, atteso da quasi 30 anni. La messa fu celebrata dall’Arcivescovo Tommaso Valentinetti insieme con i sacerdoti della diocesi Pescara-Penne. La chiesa, la cui struttura è ispirata a caratteristiche architettoniche orientali, è costata un milione e 300mila euro, di cui 920mila finanziati con un contributo erogato dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), attraverso il gettito fiscale dell’8permille. Il resto dei fondi è stato coperto con i fondi raccolti dai fedeli dalla parrocchia di San Massimiliano Kolbe nell’ambito del progetto: “Una nuova Chiesa per continuare a Sperare”. L’edificio di culto è stato progettato dall’architetto Bruno Di Donato, mentre la struttura è stata realizzata dall’impresa edile EdilPav dei fratelli Nicola e Angelo Antonacci, che ha coordinato l’intervento di imprese locali. Il complesso parrocchiale comprende, da una parte, la Chiesa , la Cappella feriale, la Sacrestia, per circa 600mq; dall’altra, le opere parrocchiali, che ospitano la casa canonica, le aule di catechismo, un ampio salone per conferenze ricavato al piano terra. La realizzazione della nuova chiesa è stata possibile anche grazie al contributo di alcune famiglie e aziende locali. Il terreno su cui è stata costruita la nuova chiesa è stato donato da un presule, don Ottavio De Caesaris, sacerdote nativo di Penne; l’altare, la sede del celebrante e l’ambone sono stati devoluti dalla famiglia Pierdomenico Guido; il rosone centrale della chiesa, da Lenze-Gerit di Milano; rosone cappella, dalla famiglia Sergio Vellante; la croce astile ed altri elementi dell’arredo (acquasantiera, candelieri laterali) dal maestro Antonio Azzurrini. «Quando ho pensato di realizzare questa chiesa ho subito avuto in mente i soggetti per i quali sarebbe stata edificata e il soggetto divino a cui è riferita osserva l’architetto Bruno Di Donato, nella sua relazione –. Avevo in mente questa comunità, viva ed operante, ed al tempo stesso le tradizione architettoniche secolari di cui la chiesa cattolica è erede». Si tratta di una Chiesa che testimonia l’epoca del 21° secolo per l’uso e l’accostamento dei materiali da costruzione, diversa da quelle presenti nel tessuto urbano del centro storico della Città; diverse per l’architettura e per il pregio storico. È da considerarsi un’opera d’arte. «In piena sintonia con la nostra Diocesi prosegue Bruno Di Donato –, la Parrocchia non ha tralasciato la consultazione dei fedeli con la discussione in linea di massima del progetto. Vi è stato, in tutta la festa progettuale un constante ripensamento di forme e funzioni dello spazio liturgico, così come voluto dal Concilio Vaticano II. Ho cercato di soddisfare l’esigenza della rappresentatività di un edificio di culto cattolico, evitando al contempo la ricerca forzata della monumentalità ed il ricorso alla mera esibizione strutturale. Nel concetto di rappresentatività ho individuato la possibilità di rivalutare l’elemento architettonico del campanile con i suoi significati e la sua funzione. Nella stessa ottica ho voluto riconfermare sottolinea Di Donato l’uso del mattone “faccia-vista” quale elemento caratterizzante il contesto ambientale della città di Penne». Anche il Sagrato della Chiesa di San Massimiliano Kolbe ha un significato: «E’ riservato ad uso esclusivamente pedonale quale soglia di accoglienza dei fedeli e di filtro ne rapporto con il contesto urbano del quartiere, non tralasciando altresì la sua attitudine ad essere usato in particolari momenti anche come luogo celebrativo». La Chiesa ha un impianto tipologico a pianta centrale secondo i canoni tipici delle chiese antiche dando quindi alla parte presbiteriale una circolarità più focale che geometrica. «La Chiesa di San Massimiliano Kolbe sostiene l’architetto l’ho pensata e progettata come complesso parrocchiale, quale luogo di incontro, aggregazione, incontro e sviluppo di scambi sociali».
La Chiesa
LA NUOVA CHIESA DI SAN MASSIMILIANO KOLBE Con il Decreto Arcivescovile sottoscritto da Monsignor Antonio Iannucci, in data 10 ottobre 1982, è stata costituita giuridicamente, secondo i canoni della Chiesa, la Parrocchia di San Massimiliano Kolbe. Il nuovo ente religioso è nato con il trasferimento ed il mutamento del titolo del beneficio parrocchiale di “San Comizio Martire” in quello di “San Massimiliano Kolbe”. Con il decreto sono stati stabiliti altresì i confini della nuova parrocchia, ubicata nelle aree di Via dei Celestini,Via Guido Rossa, di Via Nazareno Fonticoli, tra i nuclei abitativi delle Contrade Campetto (con il rudere della Madonna della Pietà), San Salvatore, Serpacchio e Ponte Sant’Antonio L’Arcivescovo Antonio Iannucci nominò anche il parroco: Don Venanzio Marrone. È una parrocchia giovane rispetto alle altre in attività a Penne, sorta su un’area comunale in forte espansione edilizia e commerciale, e nella quale, a partire dagli anni ‘70, fu costruita la fabbrica sartoriale Roman Style Brioni, icona dell’alta moda maschile nel mondo. Molte maestranze dell’azienda sartoriale romana-pennese, difatti, risiedono nel quartiere; il nucleo urbano oggi è considerato fulcro sociale ed economico della Città di Penne per la presenza di importanti infrastrutture sportive, centri commerciali e agglomerati artigianali ma anche istituzioni dello Stato come il Comando Compagnia dei Carabinieri e la sezione distaccata della Polizia Stradale. «La zona non può essere lasciata a se stessa, ma ha bisogno di un centro parrocchiale che unifichi e promuova spiritualmente i numerosi abitanti che vi dimorano e vi lavorano osserva nel decreto istitutivo della Parrocchia l’Arcivescovo Iannucci –. E’ da considerarsi ancora che sulla vita di San Comizio nulla di sicura la storia ci ha tramandato, e pertanto la Santa Sede, nell’approvare il nuovo calendario e il nuovo Messale dell’Archidiocesi, ristrutturati secondo le esigenze della riforma liturgica, ha fatto omettere il nome di San Comizio, che rimane solo nella veneranda tradizione». L’Arcivescovo Antonio Iannucci, affascinato dalla figura di San Massimiliano Kolbe decise di intitolare la nuova Parrocchia al frate polacco ucciso nel campo di sterminio di Auschwitz. Il decreto Arcivescovile venne firmato lo stesso giorno il 10 ottobre 1982 in cui a Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II, iscrisse San Massimiliano Kolbe nel numero dei Santi. «Ci è sembrato ovvio, dovendosi erigere la nuova Parrocchia in Penne scrive l’Arcivescovo Iannucci –, dedicarla al nuovo Santo, che diventa per il mondo moderno, vessato da tante tensioni e violenze, un testimone da ammirare e, in quanto possibile, da imitare, perché ha sacrificato la realtà più grande che l’uomo possiede, la propria vita, e ha accettato la realtà che egli più teme, la morte, e pertanto ha dimostrato di amare tanto l’uomo da dare la propria vita per un suo fratello nel campo di sterminio di Auschwitz». Parole che, a distanza di circa 30 anni, sono evidentemente ancora attuali ed ecco perché la Parrocchia di San Massimiliano Kolbe rappresenta una immagine nuova della comunità religiosa pennese. Nel corso degli anni, il sacerdote Don Venanzio Marrone oltre a promuovere il ministero pastorale ha avviato il progetto per la costruzione della nuova chiesa. Lo slogan è rimasto tuttora impresso ed indelebile nell’immaginario dei fedeli: “Una Nuova Chiesa per continuare a Sperare”. Dopo circa tre anni di lavori, iniziati ad ottobre del 2006, il 21 marzo 2010, l’edificio di culto disegnato dall’architetto Bruno Di Donato è stato inaugurato in Via Nazareno Fonticoli. La Parrocchia oggi conta oltre duemila fedeli. La cerimonia di consacrazione della nuova Chiesa di San Massimiliano Kolbe si è svolta il 21 marzo 2010. Nel giorno in cui la primavera accarezzava lentamente le colline vestine, la comunità pastorale alla presenza di oltre due mila fedeli abbracciava il nuovo edificio religioso, atteso da quasi 30 anni. La messa fu celebrata dall’Arcivescovo Tommaso Valentinetti insieme con i sacerdoti della diocesi Pescara-Penne. La chiesa, la cui struttura è ispirata a caratteristiche architettoniche orientali, è costata un milione e 300mila euro, di cui 920mila finanziati con un contributo erogato dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), attraverso il gettito fiscale dell’8permille. Il resto dei fondi è stato coperto con i fondi raccolti dai fedeli dalla parrocchia di San Massimiliano Kolbe nell’ambito del progetto: “Una nuova Chiesa per continuare a Sperare”. L’edificio di culto è stato progettato dall’architetto Bruno Di Donato, mentre la struttura è stata realizzata dall’impresa edile EdilPav dei fratelli Nicola e Angelo Antonacci, che ha coordinato l’intervento di imprese locali. Il complesso parrocchiale comprende, da una parte, la Chiesa , la Cappella feriale, la Sacrestia, per circa 600mq; dall’altra, le opere parrocchiali, che ospitano la casa canonica, le aule di catechismo, un ampio salone per conferenze ricavato al piano terra. La realizzazione della nuova chiesa è stata possibile anche grazie al contributo di alcune famiglie e aziende locali. Il terreno su cui è stata costruita la nuova chiesa è stato donato da un presule, don Ottavio De Caesaris, sacerdote nativo di Penne; l’altare, la sede del celebrante e l’ambone sono stati devoluti dalla famiglia Pierdomenico Guido; il rosone centrale della chiesa, da Lenze-Gerit di Milano; rosone cappella, dalla famiglia Sergio Vellante; la croce astile ed altri elementi dell’arredo (acquasantiera, candelieri laterali) dal maestro Antonio Azzurrini. «Quando ho pensato di realizzare questa chiesa ho subito avuto in mente i soggetti per i quali sarebbe stata edificata e il soggetto divino a cui è riferita osserva l’architetto Bruno Di Donato, nella sua relazione –. Avevo in mente questa comunità, viva ed operante, ed al tempo stesso le tradizione architettoniche secolari di cui la chiesa cattolica è erede». Si tratta di una Chiesa che testimonia l’epoca del 21° secolo per l’uso e l’accostamento dei materiali da costruzione, diversa da quelle presenti nel tessuto urbano del centro storico della Città; diverse per l’architettura e per il pregio storico. È da considerarsi un’opera d’arte. «In piena sintonia con la nostra Diocesi prosegue Bruno Di Donato –, la Parrocchia non ha tralasciato la consultazione dei fedeli con la discussione in linea di massima del progetto. Vi è stato, in tutta la festa progettuale un constante ripensamento di forme e funzioni dello spazio liturgico, così come voluto dal Concilio Vaticano II. Ho cercato di soddisfare l’esigenza della rappresentatività di un edificio di culto cattolico, evitando al contempo la ricerca forzata della monumentalità ed il ricorso alla mera esibizione strutturale. Nel concetto di rappresentatività ho individuato la possibilità di rivalutare l’elemento architettonico del campanile con i suoi significati e la sua funzione. Nella stessa ottica ho voluto riconfermare sottolinea Di Donato l’uso del mattone “faccia-vista” quale elemento caratterizzante il contesto ambientale della città di Penne». Anche il Sagrato della Chiesa di San Massimiliano Kolbe ha un significato: «E’ riservato ad uso esclusivamente pedonale quale soglia di accoglienza dei fedeli e di filtro ne rapporto con il contesto urbano del quartiere, non tralasciando altresì la sua attitudine ad essere usato in particolari momenti anche come luogo celebrativo». La Chiesa ha un impianto tipologico a pianta centrale secondo i canoni tipici delle chiese antiche dando quindi alla parte presbiteriale una circolarità più focale che geometrica. «La Chiesa di San Massimiliano Kolbe sostiene l’architetto l’ho pensata e progettata come complesso parrocchiale, quale luogo di incontro, aggregazione, incontro e sviluppo di scambi sociali».